Alla base di tutte le tecniche Shiatsu ci sono quattro principi primari:
- l’operatore mantiene l’atteggiamento di un osservatore.
- la pressione viene applicata perpendicolarmente alla superficie del meridiano che viene trattato.
- per permettere alla mano di penetrare nel meridiano trattato si usa il peso del corpo rilassato piuttosto che la forza.
- la pressione viene applicata ritmicamente.
L’operatore nel ruolo di osservatore.
Per accedere alla sorgente naturale di energie guaritrici del corpo e metterlo in condizione di porre rimedio ad uno squilibrio, l’operatore Shiatsu deve sintonizzarsi con le dinamiche interne della struttura del Ki del corpo attraverso il semplice strumento dell’osservazione. Il mantenimento di una mano rilassata e di un atteggiamento lontano da qualunque intento di interferire con il Ki del ricevente, permettono all’operatore di assicurare che l’attenzione rimanga sull’utilizzo del Ki del ricevente stesso come fonte di guarigione. L’operatore agisce come catalizzatore del processo di guarigione.
Penetrazione perpendicolare.
Lo scopo dello Shiatsu è quello di produrre un cambiamento nel flusso enrgetico di un meridiano manipolando i vortici energetici chiamati tsubo. D’altronde, prendere contatto con il flusso energetico di un meridiano è analogo al versare acqua in un vaso. (La parola tsubo in giapponese significa vaso. La metafora sta ad indicare un recipiente con una imboccatura stretta.) A meno che l’acqua non venga versate nel vaso direttamente dall’alto, ne andrà persa molta. In modo simile, nello Shiatsu, la pressione dovrà essere applicata con un’angolazione di 90° rispetto allo tsubo per ottenere il maggior effetto sul flusso energetico del meridiano. Con qualunque altra angolazione, gli effetti rimarranno superficiali, e non penetreranno in maniera sufficiente ad avere un effetto sul meridiano.
Quelle tecniche Shiatsu che utilizzano una penetrazione perpendicolare, producono cambiamenti significativi nella struttura del meridiano che vanno oltre una stimolazione superficiale.
Peso del corpo rilassato contro forza muscolare.
Il tipo di pressione applicata, ha un effetto diretto sulla natura dell’impatto che la seduta avrà per il ricevente. Per applicare una pressione pesante al meridiano, l’operatore dovrebbe tendere forzatamente i muscoli della parte superiore del corpo; per sopportare una tale pressione, il ricevente dovrebbe essere totalmente passivo e non sarebbe in grado di partecipare in alcun modo al processo di guarigione. Poichè la tensione diminuisce le capacità percettive dell’operatore, non si potrebbe venire a creare alcun legame di comunicazione tra operatore e ricevente. L’operatore dominerebbe la seduta e il ricevente rimarrebbe un ricettacolo passivo.
Tecniche che utilizzano una pressione pesante richiedono un impegno di forza maggiore alla parte superiore del corpo rispetto a tecniche più delicate, e portano a problemi nelle spalle e nelle braccia per l’operatore. Al contrario, quando la penetrazione degli tsubo è ottenuta tramite l’utilizzo del peso corporeo, la mano e il busto dell’operatore rimangono rilassati, non tesi. La pressione viene applicata trasferendo il peso corporeo alla mano. Il ricevente percepisce questa pressione come decisa, ma gentile, permettendo la creazione di una linea energetica di comunicazione tra operatore e ricevente. Questa forma rilassata di comunicazione, richiama l’energia del ricevente stesso alla parte contattata. Il ricevente partecipa al trattamento utilizzando questa energia per rettificare lo squilibrio nel meridiano. Il legame comunicativo permette all’operatore di seguire il cambiamento man mano che avviene nel meridiano, e di conseguenza, monitorare la risposta ed il progredire del ricevente. Poichè esiste uno scambio di informazioni tra operatore e ricevente, questo tipo di Shiatsu porta benefici per entrambi.
Ritmo.
La reazione del ricevente allo Shiatsu, dipende dalla qualità della pressione che viene applicata sui meridiani e sugli tsubo. Gli intervalli a cui la pressione viene percepita costituiscono la trama ritmica del trattamento. La risposta al ritmo si può riconoscere nella risposta delle persone alla musica. Se un brano musicale ha un ritmo lento, la reazione comune che si ha è quella di sentirsi rilassati o calmati. Un ritmo lento permette anche all’ascoltatore di soffermarsi sulla musica stessa, sull’intreccio delle note. Se il ritmo è veloce, l’ascoltatore reagisce in modo eccitato, muovendo il corpo e danzando. Invece di sintonizzarsi con le note che vengono suonate, l’ascoltatore si lascia trasportare dalla propria reazione attiva provocata dal ritmo.
Il ritmo della tecnica di Shiatsu produce risposte simili. Un ritmo lento viene prodotto mantenendo la pressione perpendicolare su di uno tsubo per un breve periodo di tempo, (normalmente il tempo necessario per creare un cambiamento di vibrazione nell’area trattata). Questa è la tecnica utilizzata principalmente per trattare il meridiano Kyo, poichè porta la causa dello squilibrio all’attenzione del ricevente. Si otterranno cambiamenti più permanenti nello schema energetico. Quando la pressione è mantenuta, permette all’energia del ricevente di sintonizzarsi con l’area in squilibrio e porvi rimedio. Contemporaneamente, il ritmo lento rilassa e tranquillizza, rendendo al ricevente più semplice il compito di partecipare al processo di guarigione.
Un ritmo veloce d’altro canto, porta il Ki negli tsubo toccati a disperdersi. Una pressione perpendicolare veloce, produce un ritmo rapido che distrae l’attenzione del ricevente dalla causa dello squilibrio. Per questo motivo, l’utilizzo di un ritmo veloce durante tutto il trattamento, produce risultati molto temporanei. Questa tecnica viene usata principalmente sul meridiano Jitsu, per dare supporto alla ridistribuzione di Ki in eccesso in una zona che si presenti straordinariamente ostruita, come nel caso di traumi. Se questi quattro principi base vengono seguiti fedelmente, lo Shiatsu diviene un sistema altamente efficace per correggere lo squilibrio nel Ki velocemente e con il minor dispendio di energie da parte dell’operatore. Ottenuto questo risultato, si ha un aumento del potere di guarigione sia dell’operatore che del ricevente.