LA STRUTTURA DEI MERIDIANI.

Ogni processo fisico è associato a diverse funzioni principali, ciascuna delle quali a sua volta è associata ad uno o più meridiani. Di conseguenza, ciascun meridiano ha preso il nome di un organo. (Poichè il legame tra un meridiano ed un organo è metaforico e non anatomico, molti occidentali si confondono quando scoprono, per esempio, che il meridiano del polmone si muove lungo il braccio o che quello del fegato fa altrettanto lungo le gambe. Il nome assegnato ad un meridiano non si riferisce alla sua localizzazione esterna sul corpo, ma all’influenza funzionale del meridiano all’interno dello stesso.) La tabella 22-1 contiene una lista di alcune delle principali funzioni e dei meridiani a cui sono associate.
Queste funzioni generali mostrano la gamma di ruoli che il Ki è in grado di ricoprire nel corpo umano e come i meridiani agiscano simbolicamente attraverso il sistema fisiologico. La teoria del ciclo vitale dei meridiani spiega la sequenza e lo scopo dei vari processi per il mantenimento della vita.

Tabella 22-1 Funzioni associate ai meridiani

Polmone  Immissione di KI
Intestino Crasso  Processo di Eliminazione
Stomaco Immissione di cibo
Milza/Pancreas Digestione
Cuore Interpretazione dell’ambiente emotivo
Intestino Tenue Assimilazione
Vescica Urinaria Purificazione
Reni Spinta a muoversi
Mastro del Cuore Circolazione
Triplice Riscaldatore Protezione
Fegato Deposito, distribuzione
Vescicola Biliare Disintossicazione del KI

Modificato da “ZenShiatsu”, S.Masunaga & W.Ohashi. Tokyo: Japan Publication, pag. 42-47

Il ciclo comincia con i meridiani del Polmone e dell’Intestino Crasso. In coppia questi due meridiani controllano l’immissione di Ki e l’eliminazione. L’azione di immettere il Ki dal mondo esterno e di portarlo nel corpo è rappresentato dal sistema respiratorio. L’azione di esalare il Ki estraneo è rappresentata dal sistema di eliminazione. Su un piano simbolico il respiro fa partire la vita creando una distinzione tra il Ki esterno ed il Ki interno alla forma umana. Un esempio di questo è la nascita di un bambino. Un bambino non viene riconosciuto come vivo finchè non fa il primo respiro. Una volta che il bambino prosegue a respirare, si afferma la sua esistenza come essere umano. Il Ki del mondo esterno è distinto dal Ki umano grazie all’esistenza di un confine, rappresentato dalla pelle. La pelle agisce in due modi: (1) assorbe il Ki dall’esterno; (2) espelle materiale di scarto dall’interno tramite i pori. Se entrambe le attività sono equilibrate, la forma umana rimane identificata. Una volta che tutto questo è stato stabilito, rimangono due requisiti per la sopravvivenza: (1) nutrimento da una fonte esterna, (2) stimoli emotivi che soddisfino lo spirito.

Nutrimento esterno. La fonte principale di nutrimento esterno è il cibo. L’immissione di cibo e la sua scomposizione atta a renderlo compatibile con l’organismo umano, è rappresentata dal procedimento digestivo che è quindi una funzione necessaria al rifornimento del Ki consumato. I meridiani dello Stomaco e della Milza mettono in moto queste funzioni attraverso lo stomaco, il duodeno, e l’esofago e gli enzimi digestivi necessari alla scomposizione del cibo.  Stimoli emotivi. Il secondo requisito è il nutrimento per la psiche nell’aspetto del dare un significato ad ogni azione umana. I meridiani del Cuore e dell’Intestino Tenue agiscono come interprete ed assimilatore degli stimoli che toccano le emozioni e i sentimenti. L’interazione di una persona con i suoi simili dipende da queste funzioni; se una persona non è in grado di capire ed assorbire gli stimoli dell’ambiente circostante, la vita non ha altro significato oltre quello della mera esistenza e la motivazione del vivere relazioni ed esperienze decade. Di tutti i meridiani, Intestino Tenue e Cuore sono i più associati agli aspetti spirituali del Ki, principalmente alla compassione.Sono gli anelli di congiunzione tra i corpi fisici e celesti (cioè, la nostra connessione con l’universo). Su di un piano fisiologico, le qualità del Cuore sono simbolizzate dal colore rosso del nostro sangue. Motivo per cui si dice che i meridiani del Cuore e dell’Intestino Tenue influiscono sulla qualità del sangue.Queste tre coppie di meridiani trattano tutte con l’estrazione di Ki dall’ambiente circostante. Quando la funzione è stata completata, il Ki viene poi sottoposto a procedure interne che lo rendono utilizzabile dall’organismo. Il passo successivo è quello di filtrare le impurità del Ki immesso dal mondo esterno e dirigerlo ai meridiani che lo trasportano a tutto il corpo. I meridiani di Vescica e Reni governano il processo di purificazione e di movimento attraverso l’urinare, il sistema nervoso autonomo, ed il sistema endocrino. Quando il Ki è stato raffinato, viene spedito ai distributori centrali perchè venga protetto e fatto circolare. I meridiani del Mastro del Cuore e di Triplice Riscaldatore sono i distributori centrali che mettono il Ki a disposizione di tutto il corpo, sia nell’attività che nel riposo. Perchè la circolazione avvenga, deve essere mantenuta una determinata temperatura. I meridiani di Mastro del Cuore e di Triplice Riscaldatore eseguono questi compiti utilizzando il sistema vascolare, linfatico ed i processi metabolici che regolano la temperatura corporea. Quando il Ki è pronto per l’utilizzo, il Fegato e la Cistifellea controllano la sua distribuzione in funzione delle azioni da compiere. Per esempio, nell’atto di camminare, troveremo che più che altrove nel corpo, il Ki sarà indirizzato alla gamba in movimento. Non tutto il Ki viene però distribuito ed utilizzato. Buona parte viene immagazzinata per utilizzi futuri, di modo da non dover passare tutto il tempo ad acquisirne di nuovo. La qualità del Ki viene costantemente mantenuta attraverso il processo di disintossicazione. Questa funzione di distribuire il Ki per azioni specifiche nel corso del tempo va al passo con il ciclo di nascita e di crescita secondo cui azioni specifiche in diversi momenti danno il loro apporto ad un modello di sviluppo. Questa funzione è rappresentata su di un piano fisico dal sistema riproduttivo. Per questo motivo, i meridiani di Fegato e Cistifellea governano il sistema riproduttivo. Poichè la vita è un processo, questo ciclo si ripete sino al termine della vita. Il significato di queste funzioni può essere interpretato in una varietà di diversi livelli incluso quello fisico, emotivo, intellettuale e spirituale. Per esempio, uno squilibrio evidenziato a livello del meridiano di Intestino Tenue indica che il procedimento di assimilazione potrebbe essere compromesso. Su di un piano fisico, questo squilibrio potrebbe indicare una carenza a livello dell’assorbimento del nutrimento negli intestini. Questo squilibrio si potrebbe manifestare tramite sintomi fisici come acne, meteorismo, emicranie, problemi intestinali. Se il rimedio si rivolge ai problemi di assimilazione, i sintomi fisici si acquieteranno automaticamente. Su di un piano emotivo, un problema di assimilazione potrebbe risultare nel caso di una eccessiva quantità di stimoli emotivi originati dall’ambiente circostante. Il dover assimilare ed adattarsi a tale mole di stimoli manda in tilt il meccanismo di assimilazione che normalmente dà un significato al nostro ambiente emotivo. Nel caso di traumi dove la persona non è in grado di gestire l’ammontare di stimoli risultanti dall’esperienza, il corpo blocca il processo di assimilazione entrando in uno stato di shock. Questo squilibrio si può manifestare con sintomi come ipersensibilità, l’incapacità di gestire situazioni emotive, o l’incapacità di riportare alla memoria esperienze traumatiche ( in casi di shock)Su di un piano intellettuale, uno squilibrio del meridiano dell’Intestino Tenue può indicare una incapacità a comprendere appieno dei concetti astratti ed un’incapacità nel seguire i particolari. Sintomi di questo potrebbero essere un eccessivo preoccuparsi, ansietà, o concentrazione eccessiva su dettagli irrilevanti. Su di un piano spirituale, un problema di assimilazione potrebbe manifestarsi con il venire travolti dall’emozione durante esperienze religiose o con una mancanza di compassione dovuta alla incapacità di reagire emotivamente. Possiamo quindi vedere come da un’unica causa, la scarsa assimilazione in questo esempio, possano scaturire una varietà di sintomi. Se lo squilibrio del meridiano viene corretto, si avranno ripercussioni positive su tutti i livelli.OMEOSTASI Omeostasi è una parola medica moderna che casualmente descrive in modo soddisfacente il fluire del Ki all’interno e tra i meridiani. L’idea alla base del concetto di omeostasi è che sistemi dinamici (il corpo umano, in questo caso), ricercano e mantengono naturalmente una condizione di equilibrio generale. In qualunque caso venga applicata al sistema una forza esterna, ci dovrà essere almeno un cambiamento all’interno dello stesso che permetta si stabilire un nuovo equilibrio.Per quanto concerne l’equilibrio del Ki, forze esterne che siano il risultato di stress fisici, emotivi, mentali o spirituali, producono blocchi interni che si sciolgono in punti determinati lungo i meridiani, chiamati tsubo. La natura di queste ostruzioni dipende non solo dal meridiano o dai meridiani coinvolti, ma anche dalla qualità e dalla quantità di Ki coinvolto nello squilibrio. Lo studio della qualità e della quantità del Ki e come influisca sull’omeostasi nel corpo, ci porta ai concetti di qualità vibrazionale e di Kyo e Jitsu. Qualità vibrazionale.Si può pensare al Ki come ad una forma di vibrazione che spazia fra frequenze alte e basse. Il Ki con una qualità vibrazionale bassa viene percepito come lento e pesante, mentre il Ki con una frequenza vibrazionale alta si percepisce come leggero e veloce. Queste qualità sono inoltre influenzate dalla quantità di Ki presente, che può essere carente o eccessivo. La percezione di vibrazoni più comunemente vissuta è quella della differenza di temperatura, cioè la percezione di vibrazoni alte nel calore e basse nel freddo. Gli operatori shiatsu passano anni a sviluppare la loro sensibilità nei riguardi del fluire del Ki nel corpo e sono in grado di percepire qualità vibrazionali sottili di squilibri energetici associati a malattia e dolore. Kyo-Jitsu (“ZEN SHIATSU” , 1977 di S.Masunaga & W.Ohashi, Japan Publications, pag.38)

I termini Kyo e Jitsu si riferiscono sia alla quantità che alla qualità del Ki. Il Kyo viene definito come un’area di Ki carente e debole, mentre il Jitsu come un’area di Ki eccessivamente forte. Lo squilibrio generalmente nasce da una assenza di Ki (Kyo), perchè questa carenza ritarda la funzione del meridiano. Quando questo accade, il processo vitale si trova minacciato, e il resto del sistema si distorce nello sforzo di distribuire l’energia per compensare il malfunzonamento dell’area debole. In seguito alla ridistribuzione dinamica dell’energia, appaiono aree in cui il Ki è eccessivo(jitsu), necessarie a mantenere le condizioni distorte del sistema. Questa condizione persiste fintanto che la zona malfunzionante rimane debole. Una volta rinforzata la debolezza, il meridiano coinvolto inizialmente riacquista le sue normali condizioni di funzionamento, il resto del corpo è in grado di disperdere le aree jitsu e si ristabilisce il normale fluire del Ki.